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Stefano Santandrea Sindaco

Viabilità: le occasioni mancate e i progetti da realizzare

Nel precedente articolo ho fatto alcune riflessioni sulla situazione di criticità dei parcheggi a Portogruaro.

Una questione strettamente collegata alla viabilità del nostro comune, anzi per meglio dire alla mobilità, un tema di rilevante importanza per la vivibilità e la crescita di Portogruaro.

Un tema sul quale qualsiasi amministrazione dovrebbe essere costantemente impegnata in attività di approfondimento tecnico, di confronto con i cittadini e con gli operatori economici, di programmazione degli interventi e di ricerca, dove necessario, delle intese con gli enti sovraordinati, per dare sostenibilità economica ed impulso alla programmazione stessa.

È un tema importante perché incide sulla qualità della nostra vita, sulla vivibilità della nostra città e sullo sviluppo stesso del suo territorio. Non c’è dubbio, infatti, che la competitività e la crescita sostenibile di un territorio siano legati alla sua dotazione infrastrutturale. Di questo sistema infrastrutturale la parte più importante è costituita proprio dalla rete delle comunicazioni e dei trasporti e, in generale, dal sistema della mobilità.

Io credo sia sotto gli occhi di tutti come negli ultimi vent’anni il Comune,  in molti casi d’intesa con la Regione e con altri enti sovraordinati, abbia messo in atto un programma organico di interventi e di investimenti che hanno rafforzato strutturalmente il sistema della mobilità rimontando una situazione di riconosciuta storica debolezza. 

Credo, oggettivamente, che fino al 2015 molto era stato fatto e con risorse quasi sempre reperite da enti sovraordinati, sfruttando ogni possibile misura di finanziamento e senza gravare sui bilanci comunali. Certo, non è stato fatto tutto perché, come dicevo, il sistema della mobilità del territorio (e noi rispetto ad esempio al Pordenonese o al Sandonatese partivamo da un deficit infrastrutturale importante) necessita di programmi a medio-lungo termine che, per la loro realizzazione, obbligano le amministrazioni ad un impegno e ad una attenzione continui.  

Purtroppo negli ultimi 5 anni nulla è stato fatto e si sono perse occasioni importanti.

Mi riferisco ad alcune situazioni di vitale importanza, che affronto di seguito.

SP 251 (Viale Pordenone)

Nel 2010, con la Regione, l’allora Provincia, il vicino Comune di Gruaro e con il Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, era stata concepita una soluzione progettuale ed erano state siglate le necessarie intese per la realizzazione di una viabilità complementare alla S.P. 251 che prevedeva il collegamento della rotatoria all’uscita dell’autostrada e la rotatoria “degli Alpini” con attraversamento in sottovia dell’autostrada A4 in prossimità del canale Campeio Esterno. Era ed è ancora un’opera strategica e indispensabile per risolvere il problema di decongestionamento di viale Pordenone (SP 251). Un’opera che avrebbe dovuto essere connessa con la realizzazione della terza corsia della autostrada A4,  ma che non risulta sia stata più riproposta dall’attuale Amministrazione. 

Relativamente allo stesso asse viario (S.P. 251-v.le Pordenone) va poi ricordato che la precedente Amministrazione, di concerto con la Regione e gli altri enti, aveva chiesto ad Autovie Venete:

  1. l’adeguamento della S.P. 251 almeno del tratto tra la rotatoria d’uscita della A4 e A28 a Gruaro e il nuovo sovrappasso dell’autostrada – tratto che di fatto costituisce uno svincolo autostradale,
  2. una nuova viabilità di collegamento di borgo Giai con la 251, alternativa alla rotatoria di via Antinori sotto al nuovo cavalcavia dell’Autostrada A4,
  3. di garantire la ciclabilità nel sottopasso di via Pratiguori a S. Nicolò per consentire ai ciclisti di raggiungere in sicurezza l’area delle grandi strutture commerciali. Anche queste istanze sono state abbandonate o non adeguatamente sostenute e così  la zona di San Nicolò continua a subire le conseguenze di una situazione viaria che definire critica è un eufemismo. 

Mi chiedo poi cosa succederà quando a questa situazione già così compromessa si aggiungerà il carico urbanistico dei prossimi insediamenti commerciali all’uscita dell’autostrada e di fronte alla Botte.

Viabilità lenta (Piste ciclabili)

Anche in questo ambito il comune negli anni aveva sviluppato un programma organico e già tanti erano stati gli interventi di attuazione di quel programma, dal capoluogo alle frazioni, a partire dall’itinerario intercomunale che va sotto il nome di “Giralemene”, solo per citarne uno.

La necessità di rendere facilmente accessibili e visitabili aree del territorio portogruarese peculiari sia dal punto di vista naturalistico che storico e di garantire lo spostamento in condizioni di sicurezza per gli “utenti deboli” della strada (pedoni, ciclisti, anziani, bambini, disabili) avrebbe dovuto spingere, anche in questo caso, il comune a dar seguito a quel piano organico di itinerari ciclabili sia locali che di collegamento intercomunale. Molti sono, infatti, ancora i tracciati non ancora realizzati o da completare:

  • La rete dei percorsi di collegamento delle frazioni ad ovest del capoluogo – Summaga, Pradipozzo e Lison;
  • L’utilizzo come ciclabili delle controstrade della variante alla SS 14 (da concordare con ANAS), la loro interconnessione con il sistema dei percorsi urbani e il collegamento est-ovest da Summaga a Fossalta di Portogruaro;
  • La ciclabile lungo v.le Trieste dalle caserme al Centro storico;
  • Le ciclabili di Lugugnana, inizialmente in carico alla Provincia e poi alla Regione secondo un accordo siglato con il Comune,  lungo le ex Strade Provinciali n° 42, fino a via Montello e la  n° 70, tra il cimitero e l’incrocio con la SP n° 42, e la n° 72 (via Zecchina, Pirandello, ecc.)
  • La bretella di collegamento ciclo-pedonale tra le Vie S.Elisabetta di Summaga e Via Noiari a Summaga come da convenzione sottoscritta con RFI/Regione/Comune per la soppressione dei passaggi a livello
SFMR ( Biglietteria unica gomma/rotaia )

Come noto, Portogruaro è stazione di testa del Servizio Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR). Una funzione che gli era stata riconosciuta per essere il polo di riferimento del trasporto pubblico locale del Veneto Orientale,  per essere di fatto l’area d’interscambio dei flussi turistici per le diverse località balneari e per la presenza di una forte componente studentesca proveniente da tutte le principali località del territorio, alle quali il comune è collegato attraverso diverse linee e modalità di trasporto. Con questa consapevolezza, il Comune aveva fattivamente collaborato con la Regione del Veneto ed RFI alla realizzazione degli interventi necessari per l’attestazione in stazione a Portogruaro del Servizio (SFMR), intervenendo anche con progetti e risorse proprie. Nelle aree messe a disposizione dal Comune a ridosso dell’ex Perfosfati è stato così possibile ricavare nuovi binari e una nuova stazione autocorriere con numerose corsie di sosta, pensiline e parcheggi di interscambio e ridisegnare il sistema di accesso e di connessione alla stazione ferroviaria. Mancava a questo ridisegno complessivo del sistema dell’intermodalità gomma-rotaia la realizzazione di una biglietteria unica e integrata ferrovie – ATVO per la quale erano già stati predisposti ed approvati i progetti e stanziate le necessarie risorse. ATVO ad oggi svolge ancora il servizio di biglietteria in un prefabbricato metallico a ridosso della stazione.

Ecco, questo è un altro dei progetti che non ha trovato attuazione in questi anni e che dovrà essere ripreso immediatamente.

Questi sono solo tre dei tanti temi che riguardano la questione “mobilità”. Tuttavia, ben si capisce che per una città come la nostra, che è al centro di un così importante reticolo viario, raccordata al sistema autostradale della A4 e della A 28, servita e attraversata da importanti arterie (SP 463, verso Udine, SP 251 verso Pordenone dalle SP 70 e 72, dalla Statale 14 triestina e dalla S.R. 53 Postumia verso Oderzo-Treviso) la questione dovrebbe essere costantemente al centro dell’agenda politica-amministrativa. 

Un’agenda che in futuro dovrà contenere proposte concrete anche su altri temi importanti di cui parlerò più avanti. Mi riferisco ad esempio all’accessibilità delle aree centrali e storiche cittadine, ma anche a quelli che potrebbero apparire meno immediati delle grandi infrastrutture a servizio delle attività produttive e per lo sviluppo futuro del territorio; il progetto di Citylogistic, i rapporti con il nostro territorio dei futuri Corridoi europei (Mediterraneo e Adriatico Baltico), il tema dell’Alta velocità-Alta capacità che il Governo intende rilanciare e i cui tracciati interesseranno certamente anche il nostro territorio, ma anche le questioni legate all’elettrificazione della Portogruaro – Casarsa e al potenziamento delle strutture logistiche ed intermodali, al loro rapporto con gli altri grandi hub e con i porti del Nord Adriatico.

Bisognerà rimboccarsi le maniche per provare a dare risposte a tutte queste questioni, non certo banali. Le idee non ci mancano e nemmeno i progetti e assieme a questi abbiamo l’esperienza, la competenza e la capacità politica per trasformarli in realizzazioni concrete.

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